
<<L’Urlo>> è uno dei capolavori più celebri e iconici di Edvard Munch, realizzato originariamente a fine ‘800 e simbolo universale dell’angoscia esistenziale dell’uomo moderno. Nell’opera originale, la figura urla su un sentiero costiero vicino a un fiordo, sotto un cielo infuocato che sembra vibrare insieme al suo tormento.
In questa rivisitazione in chiave lucana, l’opera muta il suo significato per trasformarsi ne <<L’Urlo sul ponte Tibetano>>, ambientato a Castelsaraceno, sede del ponte tibetano a campata unica più lungo del mondo. L’ansia metafisica di Munch viene qui reinterpretata attraverso il confronto con la maestosità e la vertigine del territorio della Basilicata: il sentiero di Oslo cede il posto alla vertiginosa struttura ingegneristica che collega il Parco Nazionale del Pollino a quello dell’Appennino Lucano.
